Lady China

Ora che il suo fumetto è balzato in testa a tutte le classifiche, in ufficio lo chiamano Mr. Ink. Il suo personaggio, Lady China, era una donna affascinante che ama rubare l’identità di altre persone e sostituirsi a esse. L’idea era venuta a Josh vedendo un quadro della moglie, Daisy.  Lei aveva dipinto una tela divisa in due scene. A destra una donna fissava un paesaggio dai colori irreali fuori dalla finestra, a sinistra la donna guardava fuori dalla finestra il buio della notte. L’aveva chiamato “Specchio d’identità”. Quando il marito le aveva chiesto il significato, lei si era limitata a dire “una ha rubato l’identità all’altra… E ora guarda il mondo con i suoi occhi… L’altra non ha più l’identità… è rimasta al buio”.
Josh aveva passato l’intera domenica a disegnare e a bere tè. Il lunedì era arrivato in ufficio con “Lady China”. Già dal primo episodio, in cui la protagonista si appropriava dell’identità a una famosa cuoca, il fumetto aveva avuto un successo al di là di ogni aspettativa. Era già passato un anno e ora doveva pensare all’ennesima storia. Aveva iniziato già da un paio di giorni ma nulla lo soddisfaceva. Il tempo stringeva così iniziò a scarabocchiare il foglio e dopo un po’ si rese conto che in mezzo a tutti quei segni c’era anche sua moglie, Daisy, nel soggiorno mentre dipingeva una tela.
La porta a vetri del terrazzo è aperta… le tende si muovono al vento… una chiave gira nella serratura… una donna, vista di spalle, attraversa il corridoio fino al soggiorno… Sguardo stupito della donna bionda che dipinge, sguardo attonito della donna bruna.
“Lei chi è ?” la voce della donna bruna è quasi un urlo soffocato.
“Chi è lei?” replica sorpresa la donna bionda.
Josh in ufficio riflette ancora sul suo fumetto… e guarda le strips: il soggiorno di casa, sua moglie, un quadro…
Fra le due donne c’è una colluttazione. Ora la bruna ha le mani legate e la bionda grida isterica “Dimmi chi sei.. Dimmelo”
“Daisy Attridge, nata a new York il 3 12 1976”
“Bugiarda”, la voce della donna bionda è furiosa “Sono io Dasy Attridge!”
Josh corregge di nuovo l’ultima frase del balloon, non è convinto di quel tonfo sordo che risuona nell’appartamento mentre la donna bruna cade a terra e l’altra la lega.
Poi la donna bionda afferra il telefono, compone un numero mentre un’inchiostro nerastro comincia a colare sulla cornetta “Polizia? Una donna si è introdotta nel mio appartamento…”
Josh continua a chiedersi se la storia che sta raccontando è convincente… se interesserà il pubblico, se la chiamata alla polizia non risulti troppo prevedibile.
La donna bionda si avventa di nuovo contro la donna bruna a terra. La vittima si divincola, ma non può nulla contro la violenza dell’altra che, armata di pennello e colore le grida “Ti cancello, ti cancello”
Josh fissa la scena: le due donne sono a terra e la bionda usa il colore per annientare la sua rivale… ci pensa su… no, decisamente non funziona… Prende la gomma e inizia a cancellare.
La  donna bruna giace ormai inerme in un angolo del soggiorno, mentre il pennello, tenuto dall’altra donna, quasi come una spada continua a colorarla di acrilico bianco… ma poi all’improvviso la donna bionda scompare. Cancellata da una gomma.
Josh si alza dalla scrivania, ha deciso che ci penserà domani alla storia, oggi proprio non gli viene nulla in mente. Vuole solo comprare dei fiori da regalare a sua moglie per il loro anniversario e andare fuori a cena.
Daisy si è svegliata sul divano di casa, è sudata, i capelli bruni sono scompigliati… immediatamente si ricorda… di quella donna bionda che diceva di essere lei… corre al cassetto della scrivania controlla i suoi documenti… non manca nulla… nessun ladro in casa… la sua tela è lì dipinta a metà proprio come l’aveva lasciata… sarà stato un incubo… poi sente la serratura… quello stesso rumore di chiave… come nel sogno, prima di trovarsi a tu per tu con “estranea”.
Corre alla porta e vede Josh con i fiori in mano che l’abbraccia “Dieci anni, amore!”
Lei è ancora sconvolta, non capisce… poi si ricorda… il loro anniversario.
“Qualcosa non va ?” chiede Josh.
“No, è solo… no, nulla… ho avuto un incubo”
Josh l’abbraccia di nuovo. Poi sorride “Dai, preparati andiamo a cena fuori.”
Daisy si avvia verso la camera da letto.
“Prenoto il ristorante!” le grida il marito mentre va in soggiorno e alza la cornetta del telefono.
“Ristorante Shanghai? Un tavolo per due persone.”
Daisy ricompare sulla porta del soggiorno, ora sembra serena, la paura dell’incubo è passata.
“Andiamo” esclama Josh mentre posa la cornetta e nello stesso instante si accorge che la sua mano è sporca di inchiostro.
Lo vede anche Daisy e il terrore torna nei suoi occhi.
Sorride sorpreso Josh mentre afferra lo straccio dal cavalletto su cui è ancora incompiuta la tela di Daisy. “Che strano mi ero lavato le mani prima di uscire dall’ufficio… Tutto bene? Che hai?”
Daisy continua a fissare la mano di Josh e ha appena la forza di dire “Sì, ok!”
Josh si avvia verso l’ingresso mentre Daisy rimane immobile a fissare il soggiorno vuoto.
“Daisy?”
E solo allora lei trova la forza di uscire.

Il soggiorno è buio. La tenda si muove al vento. La donna bionda nella penombra sta completando il quadro di Daisy.

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