Questa era Frisco!

Gettò a terra i libri e corse ad aiutare i pompieri. Era il 1858 e Lillie Hitchcock aveva 15 anni. Da quel momento iniziò la sua lotta contro il fuoco. Divenne pompiere onorario e visse travestita da uomo, fumando il sigaro e giocando d’azzardo. Quando morì, volle che  il suo patrimonio fosse speso per abbellire la città. Nacque così la Coit Tower. Imponente, decò, protagonista. Durante il New Deal fu il simbolo del Public Works of Art Project. Fu la rivincita di chi soffrì tanto da distruggersi davanti alla distruzione del murales di Diego Rivera. Quel cilindro bianco ora svetta anche nelle opere di Neil dove la Coit Tower è chiara come il suo burro, scanalata come le forme  incise dal suo taglierino. Lui questa materia l’ha scelta per la duttilità, per la scarsa resistenza, per quell’essere tutto e disfarsi in niente. Ci ha realizzato più di trenta sculture con la Coit Tower. Forse per il contrasto. Sì, il contrasto con quel monumento massiccio, possente e quasi onnipresente nello skyline di San Francisco. Ed esasperando quel cilindro, ne ha fatto   di volta in volta una rappresentazione onirica o un territorio oscuro. Neil conosce la fatica del suo lavoro, le difficoltà, la frustrazione, dove basta un attimo che sei distratto e si ricomincia da zero. Ma il lavoro lo rende anche libero di sognare un mondo diverso, di scoprire nuove realtà, dove sono scomparse le ingiustizie e le vessazioni rappresentate nei murales. Così come Lillie, a suo tempo, sfidò le regole sociali, oggi Neil sfida la gravità e l’inconsistenza, creando con il burro sculture  provvisorie e transitorie.  Chissà se fra qualche anno si spingerà verso qualcosa di meno precario. Se lo farà, forse sarà cambiato qualcosa anche la nostra società!

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