Il dottore del Royal Free (Cap I)

Ore 9.00 p.m. Un qualunque sabato sera londinese. Mr. Frank sta entrando nel Pronto Soccorso del Royal Free. In pochi minuti diventa il Dott. Hommerson che  ama tanto fare pronostici oltre che prognosi. Prevede per quella serata almeno quattro feriti gravi per incidente stradale. E una trentina tra ubriachi e drogati, di cui almeno cinque manager che hanno perso il posto di lavoro durante la settimana. Poi i soliti arresti cardiaci, di cui almeno la metà immaginari. Un attimo prima di entrare in servizio suona il cellulare personale del Dottore.
“Sì?”
“Ciao Frank sono mamma, non ti disturbo vero?”
“Sono in ospedale, non ti sento, ma dove sei?”
“In un pub a Kennington… non so cosa stiano suonando, ma è divertente! Speravo che avessi la serata libera… sarà per la prossima volta… ti saluto, Franky”
Neppure il tempo di salutare. Il Dott. Hommerson chiude il cellulare mentre continua a domandarsi perché mai la madre debba trovarsi a Kennington e per di più in un pub. Lui era rimasto alle riunioni delle 18 a casa della signora Hatcher. Un’amicizia ventennale… La madre l’aveva conosciuta quando si era trasferita a Walworth dopo la morte del marito.

Ore 5.00 a.m. Alba di una domenica piovigginosa. Il Dott. Hommerson si è tolto il camice,  dopo  due operazioni chirurgiche, un parto e una defibrilazione. Nel complesso era stata una nottata tranquilla. Un paziente era morto durante il trasporto in ambulanza e il Dott Hommerson ne aveva dovuto solo constatare il decesso. Ogni volta che gli succedeva pensava: uno di meno che grava sul  bilancio pubblico. Nonostante il suo cinico pragmatismo era un ottimo medico, tempestivo e scrupoloso. Ora sotto la pioggia fine, sta attraversando il parcheggio e salendo nella sua mini.

Ore 9.00 a.m. La stessa domenica piovigginosa. La madre di Frank, la signora Ann Dansey-Hommerson si sveglia avvolta dall’aroma del caffè sul comò. Il giovane Lennox, in tenuta da jogging è seduto sul letto della signora.
“Già sei pronto?” esclama Ann appena riesce a mettere a fuoco Lennox.
“Sì, vado ora, così abbiamo la giornata libera per fare quello che vogliamo”
“Pensavo di andare a  fare il brunch a Kensington…”
“No, andiamo a Shoreditch… Conosco io un posto!”
“Perfetto, Shoreditch!”
“Trenta minuti e torno, una doccia al volo e andiamo. Fatti trovare pronta”
Scarpe di Lennox sulla pista ciclabile del parco. Ann sceglie dall’armadio il suo completo lilla. Lennox si ferma a fare gli addominali in uno spiazzo verde. I muscoli delle gambe e delle braccia nere entrano a contatto con l’erba umida. Ann davanti allo specchio si sistema la giacca lilla del tailleur. Lennox rientra a casa. Ann prende la borsa lilla dall’armadio.
“Sono tornato” grida Lennox mentre si sfila la maglietta ed entra in bagno.
“Sbrigati!” dice Ann e intanto sistema la veletta del suo cappello lilla.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s