Il dottore del Royal Free (Cap II)

Ore 11.00 Sempre la stessa domenica piovigginosa. Mr. Frank sta dormendo nel suo letto dal design spaziale, ultimo grido dell’arredamento londinese. Squilla il cellulare, risponde ancora addormentato.
“Sì?”
“Ciao Frank sono mamma, non ti disturbo vero?”
E fino qui la telefonata è una copia di quella della sera precedente.
“Sto dormendo…”
“Ah! Scusami! Mi ero dimenticata che avevi fatto il turno di notte… Volevo invitarti per il brunch… sono in un ristorantino a Shoreditch… un posto incantevole!”
“Shoreditch? E perché a Shoreditch? Non andavi a Kensington?”
“Ma è da vecchi Frank, qui c’è  tanta bella gioventù”
Mr. Frank rimane in silenzio cercando d’elaborare il concetto, ma proprio non ce la fa. Non capisce perché sua madre dovrebbe trovarsi in un posto da giovani… E poi Shoreditch? Anche lui sarebbe vecchio per Shoreditch.
“Sarà per la prossima volta… ti saluto…”
“No, aspetta mamma arrivo… Il tempo di vestirmi, dammi l’indirizzo”
Lennox si alza dal tavolo. “Posso portarti ancora qualcosa Ann?” La donna guarda verso il buffet prima di rispondere “Un po’ di carpaccio, l’insalata di pollo e poi… che altro c’è Lenny… Che non ci vedo?”
“Tacchino, uova alla benedict e funghi…”
“No, no i funghi no… Lo sanno tutti  che i funghi non li mangio!”
“Prima o poi te li farò assaggiare!”
“Neanche morta!”
“E un dolce? Una cheesecake in due?”
“Perfetto!” dice Ann e Lennox con poche falcate è già al buffet.
Mr Frank è a pochi passi dal ristorante e continua a pensare che sua madre è vittima di un attacco di arteriosclerosi per venire a fare il brunch in un quartiere così alternativo.
Entra nel locale e vede la madre seduta a un tavolo accanto alla finestra, unica donna anziana  in una nuvola di ragazzi vociferanti accanto al buffet. Mr Frank sta andando al tavolo quando un ragazzo di colore gli taglia la strada e si siede accanto ad Ann, dopo averle stampato un bacio su una guancia. Frank batte più volte gli occhi, la scena è irreale… Fa ancora qualche passo ed entra nel campo visivo di Ann. Lei agita la mano e gli fa cenno di avvicinarsi.
“Che ci fai qui, mamma?”
“E’ un posto che conosce Lennox, carino vero? E’ così colorato che mette allegria!”
Mr. Frank non risponde.
“Frank questo è Lennox, Lennox questo è mio figlio Frank”
Il ragazzo gli stringe la mano, neppure si degna si alzarsi per salutarlo… Giovanilismo fuori luogo.
“Siediti Frank, che fai in piedi?” sua mamma è sempre stata una donna molto autoritaria, così senza accorgersene Mr. Frank si lascia cadere su una sedia.
“Tu non mangi nulla?” chiede Lennox a Mr. Frank
“No” risponde secco il Dottore.
“Franky devi assolutamente provare l’insalata di pollo è eccezionale” gli dice sua madre con un sorriso radioso, mentre prende una patatina fritta dal piatto di Lennox.
Mr. Frank pensa di avere un attacco cardiaco. L’ora è quella giusta, ancora non è mezzogiorno quindi le catacolamine, derivanti dalla tirosina, sono ancora in circolo. Il dolore precordiale è già iniziato. Ora sente l’oppressione retrosternale che s’irradia al braccio sinistro.
“Mamma chi è lui?” dice sforzandosi di rimanere calmo mentre sente già arrivare una crisi respiratoria.
“Ma è ovvio Franky,  il mio fidanzato! Ci sposiamo fra due mesi!”

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