Il dottore del Royal Free (Cap III)

Ore 6 a.m. E’ quasi la sera di quella domenica piovigginosa. Frank non ha avuto l’infarto. Solo uno shock dal quale ancora non si è ripreso. E’ steso sul divano bianco nel suo salotto nero, con la televisione accesa su un documentario noioso. Squilla il telefono, lui non risponde. Entra la segreteria telefonica e poi una voce femminile “Franky sono Angie, questa settimana non mi hai chiamato… non sono più la tua trottolina preferita? Chiamami dottore, io sono tanto malata!”
Ecco ci mancava Angie, la sua perversione saltuaria. Mr Frank non era mai stato un tipo da relazioni, a lui andavano benissimo le escort. Ma ora stava sognando un mondo asessuato… Avrebbe fatto lui tutto il lavoro… a partire da Lennox.
E fu in quel preciso instante che decise che lui poteva fare qualcosa.

Ore 11 a.m. di un lunedì qualsiasi.
Lenny è steso sul divano a leggere un fumetto. Ann è al telefono con la signora Hatcher e continua a ripetere “Sì, sì , cara capisco” e vorrebbe chiudere la conversazione.
Nello stesso momento Mr. Frank sta entrando in ospedale per il suo turno. Il turbamento è passato. Riporterà la madre alla ragione. Per quel piccolo aprofittatore la festa è finita.
Ann è riuscita a chiudere quella conversazione noiosa ed esclama “Non la finiva più con i suoi mali… Che donna vecchia! Forza Lenny, andiamo a Covent Garden, ho voglia di tè”

Ore 20 di quel qualsiasi lunedì.
Ann sta rientrando con Lenny a casa. Stanno ancora ridendo per il buffo signore della metro che sembrava leggesse il giornale, ma in realtà stava cercando di sentire cosa si stessero dicendo. E loro avevano alzato la voce, mentre decidevano il pranzo del loro matrimonio. Alla fine quel signore non ce l’aveva più fatta, aveva rotto le regole della buona educazione e aveva esclamato “Ci sono passato anch’io signora, un anno fa mia figlia, quella adottiva, si è sposata… E’ stata una gran fatica accontentarla, ma alla fine era felice… bisogna assecondarli i figli!”
Ann era stata secca “Certo che lui lo faccio felice, ci sposiamo!”
Il signore era crollato in silenzio e alla prima fermata era sceso di corsa.

Sempre ore 20 di quel qualsiasi lunedì.
Mr. Frank è in auto bloccato nel traffico della city. Era la sesta telefonata e sua madre non rispondeva né a casa né sul cellulare. Cominciava a preoccuparsi. Mangiò una caramella alla menta, mentre osservava due anziane signore sul marciapiede camminare e scambiarsi opinioni. In quel momento provò un’invidia irrefrenabile… Perché sua mamma non era una di quelle?
Afferrò il cellulare e compose di nuovo il numero.

Ore 20 passate da pochi minuti di quel qualsiasi lunedì.
“Pronto chi è?”
La voce di Ann era ancora divertita.
Dall’altro capo del telefono Mr. Frank penso che Lennox avesse drogato sua madre.
“Ma chi è? Si può sapere chi è?” continuava a ripetere Ann spazientita.
Solo allora il figlio si scosse dai suoi pensieri e le disse “Sono io mamma, quando ci possiamo vedere?”
La signora Dansey-Hommerson scoppiò a ridere “Lenny indovina chi è al telefono?”
E Lenny fece la faccia interrogativa, così che Ann continuò “E’ mio figlio… Mi chiede il permesso per vederci …Ti rendi conto? Lavora troppo il mio ragazzo, si è esaurito… Gli servirebbe una brava moglie!”
E Mr Frank sentì Lennox che chiedeva a sua madre “Ma tu sarai una brava moglie?” e Ann ribatteva “Migliore di me non la trovi neppure se ti fai un giro tra universi e galassie”. Poi una pausa. Mr Frank era intenzionato a chiudere la conversazione, ma si trattava di sua madre, della sua famiglia quindi strinse i denti e ripetè la domanda “Quando ci possiamo vedere da soli, mamma?”

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