Cypress Hill (CAP I)

Jamaica Ave. Clay va verso la fermata di Cypress Hill. Il suo è un lavoro come un altro.  Almeno per lui. Ha imparato da piccolo a correre come una gazzella in quell’intreccio di diramazioni stradali. E’ una serata tranquilla e ha 2 minuti e 15 per arrivare sulla banchina a prendere il treno per Manhattan.
Stretta nel suo tubino rosso, scollato sulla schiena e rifinito di nero, Thalia sulla banchina continua a cercare disperatamente il suo orecchino. Le doveva essere caduto, ma non ha idea di dove era andato a finire.
Sta arrivando il treno, “devo far presto” pensa Thalia…
Clay corre veloce sulla banchina, sente già il rumore del treno…
Un colpo secco… Blackout.
Riapre gli occhi e il treno non c’è più. Lui e la sua refurtiva sono sparsi in terra. E c’è lei anche lei in terra… La ragazza che ha travolto, mentre cercava di prendere il treno. Una testimone… Il cuore di Clay ha un sussulto… E’ spacciato!
“Dove andavi così di fretta?” gli domanda Thalia.
Clay inizia a raccogliere gli anelli e le collane “Sono di mia zia, deve partire, e non si fida a lasciarli a casa… Vanno a Parigi, una seconda luna di miele. Non vogliono brutte sorprese con tutti i ladri che girano…”
“E tu ne sei la prova vivente!” dice Thalia, senza alcuna inflessione nella voce, mentre si alza da terra.
E’ stato scoperto! L’unica cosa da fare è andare al contrattacco “Vuoi denunciarmi? Fallo dai, c’è la stazione di polizia a pochi blocchi da qui, vammi a denunciare!”
Lei resta impassibile.
Clay cerca di leggere le intenzioni sulla faccia della ragazza. E’ molto bravo a capire le persone. Anche questo è importante del suo lavoro, ma con quella ragazza è impassibile. Ha 10 minuti per decidere. O la convince o la getta sotto la prossima metro.
“Sono un povero ragazzo sudamericano, un clandestino… qui non ti dà lavoro nessuno…”
“Hai pure la nonna malata, una ragazza incinta e tuo padre è alcolizzato?” aggiunge ironicamente Thalia.
Non sa più cosa inventare, quella ragazza continua a sgusciargli tra le mani.
“Ok. Sono un delinquente, appartengo a una famiglia mafiosa molto potente, se mi denunci, ti ammazzano.”
“Sei un pesce piccolo, una pedina, a nessuno importa un accidente se tu finisci in galera! Non darti arie”
La metro è in arrivo, si sente già il vento. Una spinta al momento giusto e il problema sarà archiviato per sempre.
Ha preso la decisione, ma è anche il minuto peggiore della sua vita.
Lui non ha mai ucciso nessuno, lui è solo un ladro e quando le cose si mettono male si da alla fuga. C’è chi nasce per uccidere e chi per rubare… Sono mestieri diversi. E in certi tipi di lavoro non puoi improvvisarti.
Rimangono in silenzio perché il rumore della metro è diventato assordante. Clay è in posizione, pochi passi dietro la ragazza. Sceglie il tempo. Una spinta violenta. E poi la corsa verso l’uscita, accompagnata dallo stridio della metro che frena. Forse il conducente ha visto quel corpo cadere dalla banchina e ha tentato di frenare. Ma in ogni caso non avrebbe mai fatto in tempo, Clay era stato bravissimo a scegliere il momento.

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