Cypress Hill (Cap III)

Due settimane dopo è di nuovo notte e Clay sta correndo su Jamaica St. Stasera il bottino è stato buono. Nella casa dove è entrato c’erano anche 1500 dollari in contanti. Poi diversi oggetti d’oro, tutta roba sudamericana.
Arriva alla banchina di Cypress Hill e Thalia è lì. Lo stesso vestito, le stesse scarpe, lo stesso sguardo enigmatico.
“E il mio orecchino?”
Quella ragazza ha il potere di innervosirlo.
“Non l’ho trovato!”
“No, non l’hai cercato!”
Arriva la metro. Praticamente deserta come al solito a quell’ora.
Clay sale per primo, sa già che la ragazza lo seguirà.
Si siede e in quell’attimo si rende conto che la ragazza non è salita…
La metro si mette in moto, ma c’è subito un calo di corrente e si ferma… Arriva il macchinista, fa un giro di perlustrazione e fa scendere Clay e due ubriachi. Ed è in quel momento che lui la vede, sulla banchina, nel punto esatto dove l’aveva lasciata.
“Ora possiamo cercare l’orecchino!” dice lei con tono autoritario.
Dopo due ore, dentro un bagno delle donne, incastrato sotto un lavabo, Clay trova l’orecchino.
Esce da quel bagno trionfante… “Ecco missione compiuta!”
Lo sguardo di Thalia diventa raggiante. Il ragazzo si chiede che significato possa avere, perché è solo bigiotteria.
“Ora la smetti di perseguitarmi?”
“E l’altro?”
“Ce l’ho a casa mia!”
“A casa tua?”
“Volevi che girassi con il tuo orecchino?”
“Certo che lo dovevi fare! Non c’è tempo da perdere… Andiamo a casa tua!”
Clay rimane ancora più perplesso. Perché una bella ragazza in abito da sera dovrebbe in piena notte fidarsi ad andare a casa di un ladro?
Sicuramente per incastrarlo, poi l’avrebbe denunciato anche per stupro! No, meglio non rischiare, quella ragazza sembra pericolosa.
“Te lo porto domani, verso mezzogiorno!”
“Non ci penso proprio”
“O così o niente, ciao!”
Clay esce dalla metro e si avvia a piedi, chissà se prima o poi avrebbe visto un taxi.
Lungo la strada si ferma a mangiare in un locale etnico aperto 24h… All’uscita c’è Thalia ad attenderlo.
“Bene! Hai mangiato, ora andiamo?”
Clay non è più in grado di opporsi.
Dopo pochi minuti, passa un taxi, lo prendono al volo e in mezz’ora sono sotto casa di Clay.
Scesi dal taxi Clay le dice “Aspettami qui, te lo porto subito!” e si avvia verso casa.
Mentre sta per aprire la porta si accorge che Thalia è alle sue spalle.
“Ti avevo detto di aspettarmi di sotto?”
“Non mi fidavo… Potevi pure non tornare…”
“Certo, se morivo!”
Clay apre la porta. La sua stanza è un disastro, come dopo un terremoto.
Va diretto al comodino fruga dentro, prende l’orecchino e lo dà a Thalia.
“E ora fuori di qui!”
Thalia si mette gli orecchini, chiude gli occhi  e inizia un monologo.
A Clay viene in mente che  forse è solo una povera attrice folle. Una fallita uscita di testa,  sempre con lo stesso vestito.

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