Cypress Hill (Cap IV)

Ma la voce di Thalia è profonda, quasi primordiale “Adesso sono completa! Riprendimi! Sono completa!”, poi una voce diversa qualcosa, di ancora più arcaico parla per bocca di Thalia “No, stupida, non si tratta dell’orecchino, non posso riprenderti!”
Thalia apre gli occhi, crolla sulle ginocchia e inizia a piangere.
“E prima ho ritrovato la borsa, poi la scarpa sinistra, poi la sciarpa… sono anni… anni!”
Clay  è tra il divertito e lo sconvolto. Non sa più che pensare. E fa la domanda più banale del mondo, ma che fino a quel momento non gli era venuta in mente “Chi sei?”
“Thalia Andelson-Krovitovich, sono morta anni fa alla banchina di Cypress St.” e gli mostra un articolo che tiene nella borsetta. La foto sul giornale è proprio quella di Thalia, ma Clay ancora non ci crede. Oggi con un computer si può fare una copia esatta di un articolo di giornale… oppure Thalia è la gemella della ragazza morta.
“Non ci credi vero? Sono un fantasma! Ma di là non mi accettano. Così resto a vagare qui, dentro al mio vecchio corpo fin quando non avrò capito cosa mi manca!”
“Quindi non sei morta quando ti ho spinto sotto la metro perché eri già morta?”
“Esatto. Mi hanno ucciso perché mio padre aveva fatto uno sgarbo a un mafioso… lui aveva i suoi traffici, si era voluto espandere… e chi c’ha rimesso sono stata io!”
Clay è perplesso, ma quel nome ora gli ricorda davvero una famiglia potente, una di quelle che anni fa contavano.
E comunque quella ragazza, pazza  o morta che sia, lo attrae. Si china verso di lei e la aiuta ad alzarsi.
Lei si asciuga le lacrime e con tono supplichevole gli chiede “Tu vedi qualcosa che mi manca?”
Lui ci pensa su “Secondo me sei perfetta!”
“Non è vero… Che mi manca? Che mi manca?” continua a ripetersi Thalia.
Clay non ce la fa più a sentire quel pianto angosciato… E’ sconvolto, incredulo e vuole una prova   che Thalia sia proprio un fantasma. E’ un attimo… E subito la bacia!
Quando le loro labbra si toccano, Thalia ha un’emozione fortissima come non le era mia capitato. Si sente attraversata da un’energia e da una forza che la fa sentire finalmente completa. In quell’istante scompare ed è come se non fosse mai stata lì.
Due giorni dopo sul giornale c’è la notizia di un ragazzo travolto dalla metro a Cypress St. Clay Spinoza, era un poco di buono, noto alla polizia per piccoli furti e riciclaggio di gioielli rubati. Ma non meritava una  simile fine, dicono tutti. E’ stato un suicidio o qualcuno lo ha spinto?
E’ di nuovo notte a Jamaica Ave. Alla fermata di Cypress St.,  Clay e Thalia sono saliti in metro e stanno decidendo dove andare. New York di notte è piena di sorprese!

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2 thoughts on “Cypress Hill (Cap IV)

  1. semprevento says:

    Ma tu sei tutta da leggere!!!!
    dammi tempo 🙂
    arriva il freddo e la sera si sta bene nel lettone!!!
    col pc portatile…
    Grazie del commento..molto bello….
    Piacere mio averti trovata!
    vento

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