Deadwood (CAP II)

Intorno alle 19.00 del 31 ottobre Josh, vestito da minatore, guida il gruppo di circa trenta persone all’interno della miniera. Mason e Abby sono già nascosti in due degli anfratti più bui, truccati con cicatrici e sangue e pronti a spaventare i visitatori.
Proprio prima dell’ingresso Agnes, un’amica di Abby, non vuole entrare… Josh prova a convincerla, quell’imprevisto rischia di mandare a monte tutta l’operazione. Ma lei è irremovibile… Josh ci scherza per paura di altre defezioni “Gli spiriti della paura si sono già impossessati di lei… meglio entrare prima di caderne vittime anche noi!”
Appena dentro il buio cala davanti ai loro occhi, mentre Josh accende una torcia.
Nolan intanto è nel locale a sistemare gli ultimi dettagli, mentre arriva la band per fare le prove. Pezzi country, si era raccomandato Josh e loro non vogliono deluderlo e hanno preparato un repertorio che va dal bluegrass al western swing. Ce ne è per tutti i gusti.

BOATO… CROLLO.

Nel locale si amplificano le note di “When They Let the Hammer Fall” de “The Delmore Brothers”.
Josh pensa di averlo immaginato. E’ stato un suono cupo, come lo doveva essere ai tempi della corsa all’oro quello della dinamite che scoppiava per questi cunicoli.
Silenzio. Tutti sanno perfettamente cosa è avvenuto, ma nessuno ha il coraggio di dirlo. Trenta statue che non hanno il coraggio di muovere un solo muscolo.
Agnes è in macchina, ancora troppo vicino alla miniera per non sentire il crollo. Frena sulla strada sterrata. Non sa se tornare indietro o andare in città… Passano alcuni secondi… Spinge sull’acceleratore e si dirige in città.
Josh, dentro la miniera, non si può permettere di perdere il sangue freddo. Lui li ha portati li sotto e lui li tirerà fuori… Mentre se lo ripete sente solo il terrore assalirlo… La torcia gli cade dalle mani e lui capisce che sta crollando…

“Together Again” de “The Blue Sky Boys” suona al Saloon.
L’auto di Agnes è in vista delle prime luci della città.

Abby, appena ha udito il tonfo, ha avuto un flash. Lei chiusa in un armadio e il fratello che rideva fuori. Spingeva, Spingeva con tutte le sue forze… ma le ante rimanevano serrate. Le era durato un anno l’incubo di quei pochi minuti, prima che i genitori scoprissero cosa fosse accaduto e la liberassero dall’armadio. Ora come allora il respiro che si spezza e l’incapacità di urlare.

La band è al bancone, si sta bevendo una birra offerta da Nolan. Intanto scambiano quattro chiacchiere, scherzano sul loro ultimo concerto, su un palco in cui erano stretti come sardine in una scatola. Agnes parcheggia davanti al locale, esce dall’auto senza chiudere lo sportello e  si precipita nel locale.
“C’è stato un crollo… il crollo alla miniera”
A Nolan il cuore si ferma per un attimo. Non sente più il battito… Poi sente esplodere una serie di martellate nel petto. Afferra il telefono… ma quei tre tasti del 911 non li riesce proprio a comporre… è uno dei ragazzi della band che li chiama…
Le indicazioni sono confuse… è una vecchia miniera… Appena fuori città… Ci si arriva per una strada sterrata in salita…

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