Praga (CAP II)

Ma è nella città ebraica che i fantasmi diventano “hardcore”. E’ qui che si incontra l’ ”Ebrea Strangolatrice” che si innamorò del Monaco Anselmo. Per comodità aveva anche un corridoio segreto che dalla sua abitazione la conduceva direttamente alla cripta del monastero luogo di incontro dei due amanti. Poi l’Abate li scoprì e Anselmo fu trasferito. La fanciulla impazzì e continuò a tornare nella cripta, fin quando l’Abate “misericordioso e compassionevole” scese per placare il suo animo. E fu lì che fu strangolato dall’ebrea. E’ qui che la mente di Sloan inizia a costruire fantasie fino a ad avere una visione da “Impero dei Sensi” tra l’Abate e la ragazza . Scoppia a ridere. Scarlett gli lancia un’occhiataccia, ha capito al volo, ma si tratta pur sempre di un Abate… un po’ di rispetto, Sloan!
E poi c’è l’ ”Ebrea Danzante”… Un fantasma davvero pericoloso! Il suo lavoro si svolgeva nel palazzo di Kučera in via Ozerova. Si diceva che fosse la migliore tra le dieci prostitute. Un giorno arrivò un uomo vestito di nero e con il cappuccio rosso e iniziò a frustare tutte le ragazze. Lei sopportò le frustate e fu condannata a danzare fino al giorno del giudizio.
Sloan è già dentro a “Tokio decadence”.
Il fastidio dei tacchi a spillo si è trasformato in dolore ed è diventato insopportabile per Scarlett.
“Se non mi porti via svengo!”
Sloan ringrazia la fabbrica di scarpe, mentre si chiede se quei tacchi potrebbero essere esposti nel museo delle torture.
Si avviano fra le sinuose stradine di Josefov. Gli edifici sembrano affondare nella terra, quasi avessero le radici profonde come alberi, che hanno permesso loro, nel corso dei secoli ,di resistere alla povertà, alle epidemie e alle infestazioni.
Da un vicolo esce una coppia di anziani. Si avvicinano a Scarlett e Sloan quasi fino a toccarli ed è in quell’istante che arriva una ventata gelida sui corpi dei due ragazzi, che continuano a camminare in quel buio, dove arrivano attutite anche le grida della festa che ancora si celebra poche strade più in là.

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