Una notte fuori (CAP II)

Questa volta lo hai perso sul serio!” In un secondo passa dall’imbarazzo all’irritazione. “Se te lo metti al collo, forse non lo perdi più” e il caschetto biondo sfrangiato ancora da ragazzina si muove sul viso della signora fino a scoprirle alcune rughe che prima s’erano nascoste. “Non è mio!” risponde Betha e se ne va. Tra sé pensa che sarebbe stato meglio non uscire, quella donna le sta rovinando la passeggiata e… le incute paura. Si sente seguita, perseguitata. La sta destabilizzando. All’improvviso torna indietro… Quel pendente le manca…Si sente in colpa… E’come se ora avesse un significato o un’anima… Ha paura di una maledizione… Non che lei creda a queste cose… Ma è un brutto periodo.. Qualsiasi cosa, con una sola possibilità di andare storta, ci va… e nel modo peggiore.. Vuole riavere quell’amuleto. Magari non le porterà fortuna, ma per lo meno non avrà paura di esersi tirata addosso, rifiutandolo, qualche maledizione. Le bastano pochi passi per ritrovare la signora. E’ lì davanti alla libreria,con l’amuleto in mano. Non deve neppure chiedere, glielo porge direttamente la signora, lì davanti al bookshop. “Sai lo volevano far chiudere…” “Ma di che sta parlando” Non ha idea a cosa si riferisca la signora.“La libreria… La volevano fa chiudere… Poi hanno trovato un accordo… Hanno chiesto anche contributi su internet… Sarebbe stato un peccato, è qui dal 1977” “1977” Quel numero diventa una cifra che risuona nel cervello di Betha. Lei all’epoca non era neppure nata.

Non era così all’epoca… io ci venivo spesso… era un po’ come la biblioteca di un amico, ci trovavi i titoli più comuni e qualche curiosità” Betha non ha idea perché continua ad ascoltare quella vecchia pazza. C’è qualcosa però nella voce di quella donna che le è famigliare…Ma non si ricorda dove l’ha sentita. Non sa che dire e ora il silenzio inizia a disturbarla. Deve trovare un modo per andar via senza essere scortese. “Sarebbe stato un peccato se avesse chiuso e…” non riesce a finire la frase che la signora prende l’occasione al volo per riprendere la parola. “La domenica sera qui si incontravano Susan e Annie…”

La faccia di Betha è perplessa…Chissà di chi sta parlando. “Susan Sontag e Annie Leibovitz” Ora Betha ricorda… La scrittrice e la fotografa… si parlò molto di quella coppia, alla fine degli anni’90. Lei era ancora una bambina, ma sua sorella maggiore, maniaca di gossip, doveva averle accennato qualcosa… o almeno le sembrava… in ogni caso anni dopo aveva letto l’”Amante del Vulcano” appassionandosi al triangolo amoroso tra Emma e William Hamilton con Horatio Nelson. “Ginsberg e Glass… sempre qui, fra queste mura iniziarono a collaborare”. Betha vuole di nuovo andarsene e cerca di assecondarla. Forse la smette.“ Sì, il Greenwich è un posto storico, conserva intatte le memorie dei suoi personaggi.”

Advertisements

2 thoughts on “Una notte fuori (CAP II)

  1. boomiebol says:

    Thanks so much for stopping by my blog

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s