4 maggio (CAP I)

Ogni giorno la vita di una persona è un’occasione, ma poche volte l’occasione si traduce in azione. Ancora più rare sono quelle azioni che mirano a una migliore “giustizia sociale”. Ciò che sembra prevalere è la disinformazione e il silenzio su ciò che è scomodo al potere… Così si zittisce chi vuole alzare la voce. E chi ci prova lo chiamano disubbidiente…

2009. Stu, matricola alla Kent State University, studia storia. E’ affascinato da i grandi personaggi, dalle epiche battaglie, meno dalle date e dai morti che sono solo numeri da ricordare.
E’ un giorno di  maggio quando Stu lo vede, mentre cammina tra la folla di ragazzi, lui che ragazzo non lo è più… Quell’uomo sulla sessantina attraversa gli spazi con uno sguardo che sembra spezzare le immagini del presente davanti a lui e ricostruire una memoria del passato. Un istante e Stu viene folgorato. Capisce chi è quell’uomo… Non può far altro che seguirlo mentre passa tra la Prentice Hall e la Taylor Hall. Ricorda le foto su internet e non ha il coraggio di fermarlo.

Sandra Scheuer, Allison Krause, Jeffrey Miller, William Schroeder.
67 colpi, 13 secondi, 4 morti alla Kent State University. Una costituzione, quella americana, sepolta nel campus.

Lo avevano chiamato “Kent State”, un nome che la memoria avrebbe presto dimenticato… Poi fu ribattezzato “4 maggio” e la data ha assunto un posto nella storia.
1970. L’America, guidata da Nixon, invade la Cambogia. La guerra del Vietnam, non finisce, anzi si allarga. Le promesse del Presidente in campagna elettorale, non sono state mantenute. Sotto quella guerra ci sono troppi interessi. Si vuole avere una nuova roccaforte in Asia, il Giappone non basta più. Il comunismo avanza e l’America ha paura. Ha paura di dire la verità, di confrontarsi con un “modello” diverso… Non può correre il rischio che a qualcuno non piaccia più la coca cola o l’hamburger. E allora non importa quanta carne umana deve essere sacrificata… L’importante è ristabilire l’equilibrio… La nuova parola d’ordine è aggredire…
Eliminare chi non condivide l’”American Way of Life”, fuori o dentro i confini non ha importanza. Ogni mezzo è lecito…. Se a compierlo sono gli “uomini del Presidente” o le loro diramazioni.

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